Le dichiarazioni del team manager Piero Galeone al termine di Sava – Ars et Labor

 

GaleoneSiamo molto fiduciosi per domenica”

La tua analisi dell’incontro

“La buona prestazione dei ragazzi ha fornito parecchi spunti positivi.

A fronte di un primo tempo giocato sotto tono, nella ripresa la prova dei ragazzi lascia ben sperare in vista della partita di Spinazzola.

La squadra ha risposto bene, sopratutto quando mister Paradisi ha cambiato modulo passando al 3-5-2-, modulo che i ragazzi conoscono bene, e questo ci rende molto fiduciosi per domenica.”

Uno sguardo al campionato, le tue considerazioni sul girone

“Dopo aver visto all’opera quasi tutte le squadre del girone mi sono fatto un’ idea ben precisa e ritengo che Utd Sly e Manfredonia sono le due compagini che ammezzeranno il campionato sino alla fine, un po’ come è capitato a noi con il Castellaneta nello scorso torneo di prima categoria.

Sicuramente noi sfrutteremo il mercato di dicembre per sistemare la squadra e sono convinto che ci salveremo senza troppi problemi, portando a casa l’obiettivo che ci siamo prefissati ad inizio stagione.”

quali sono le principali difficoltà logistiche nel pianificare trasferte così distanti.

“Le difficoltà logistiche sono tante sia per i ragazzi che per la società.

Per i ragazzi tra le difficoltà maggiori, dovendo affrontare lunghi viaggi, c’è quella di doversi svegliare molto presto compromettendo la qualità e la quantità del riposo.

Per quanto riguarda la società, la problematica più dannosa è senza dubbio quella delle amplificazioni delle spese; le lunghe trasferte nel barese e nel foggiano hanno visto lievitare notevolmente i costi legati agli spostamenti ed alla ristorazione.

Il rammarico è che tutti questi soldi spesi in logistica si sarebbero potuti investire per l’allestimento della rosa.

Queste spese extra inoltre non ci hanno consentito di completare al 100% quell’opera di ringiovanimento della rosa che avevamo programmato, compromettendo l’arrivo a Grottaglie di giovani di valore già pronti per la categoria.”

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